Per il Sociale: I traduttori per non udenti ai concerti

Si potrebbe pensare che un concerto musicale sia off limits per i non udenti, ma questo dimostra solo la profonda ignoranza che abbiamo in materia di disabilità. Chi non sente, infatti, in genere non è completamente isolato dal resto del mondo. Difficile immaginare che un non vedente possa dedicarsi a delle attività come i giochi richslots. Esistono però suoni che può ugualmente percepire a seconda del disturbo di cui soffre, ad esempio quelli più acuti, o al contrario quelli più gravi. Ciò che è certo è che durante un concerto, quando la musica viene sparata fuori dagli altoparlanti a diversi decibel di intensità, anche un non udente è in grado di percepire qualcosa anche se ovviamente non si tratta della totalità della melodia. In particolar modo quello che sfugge ad un non udente è il testo, sono le parole cantate. D’altro canto anche chi ha il bene dell’udito spesso fa fatica a distinguere le parole di una canzone che vengono sormontate dagli strumenti. Così con il tempo è nata una figura professionale che potrebbe capitare qualche volta di vedere ad un concerto: si tratta dei traduttori per non udenti. Sappiamo che esiste un linguaggio dei sogni che chi non sente usa per comunicare con gli altri, e che a sua volta usa per capire cosa gli viene detto. Questo stesso linguaggio dei segni viene impiegato anche per “tradurre” suoni, musica e parole. Ovviamente si tratta di un lavoro molto delicato. Si capisce facilmente come non ci si possa limitare solo a riportare il testo così com’è con l’alfabeto gestuale. Il compito dell’interprete è soprattutto quello di trasmettere la sonorità, il ritmo, tanto che spesso la sua diventa una vera e propria performance artistica. Ci sono gruppi o cantanti che si fidelizzano con un unico interprete, perché per questi ultimi è anche importante conoscere bene il modo di suonare dell’artista che accompagnano. Soprattutto devono essere in grado di riconoscere una canzone fin dalle primissime note, anche se non è stata data loro una scaletta preparata in anticipo, o se alcuni brani vengono improvvisati all’ultimo minuto. C’è un altro aspetto da considerare del lavoro dell’interprete per non udenti ai concerti, ed è che spesso fare le “traduzioni simultanee” è molto faticoso. La gestualità che si deve utilizzare per rendere il senso e la musicalità, ad esempio, di un brano rap,è talmente esasperata che una sola persona può non reggere fisicamente un intero concerto. Questo nuovo approccio alla traduzione per i non udenti delle canzoni è stato inaugurato solo in tempi recenti: una delle professioniste che per prime ha sentito la necessità di rendere non solo le parole, ma anche il ritmo, si chiama Galloway Gallego. La Gallego ha collaborato con molti musicisti: uno dei brani da lei tradotto che è maggiormente rimasto impresso al pubblico fu eseguito nel 2016 durante un concerto dei Red Hot Chili Peppers. In quell’occasione l’interprete e il cantante della band hanno letteralmente duettato, con un risultato davvero stupefacente e molto spettacolare. Se l’Italia, come sempre, è un po’ indietro rispetto a questa novità, in America invece esiste addirittura una legge che obbliga teatri e stadi in cui si organizzano concerti a dotarsi di un interprete gestuale qualora qualcuno tra quelli che hanno comprato il biglietto ne faccia richiesta. Si chiama “Americans with disabilities Act” ed è in vigore dal 1990. Ecco perché anche durante i concerti degli artisti meno noti è facile vedere una persona che ai margini del palco si muove e gonfia le guance: si tratta di colui che, con inventiva ed esperienza, riesce nel miracolo di tradurre un suono per chi non sente.

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