Per la Natura: Tanti corpi, poco personale

La tutela ambientale racchiude sotto di sé molti ambiti diversi, che vanno dal semplice monitoraggio dell’inquinamento delle falde acquifere, al controllo del corretto conferimento dei rifiuti, fino alle misure antibracconaggio. Appare chiaro quindi che per coprire in modo efficace il territorio nazionale ci sia bisogno di un dispiegamento di forze piuttosto notevole. Purtroppo le cose non stano esattamente così, anzi, si nota una curiosa difformità tra il numero dei corpi, armati e non, che sono destinati alla tutela ambientale, e l’effettivo numero di unità operative dislocate sul territorio. Prendiamo ad esempio la provincia di Prato, che è un’area piuttosto vasta e che presenta molte criticità dal punto di vista dell’ambiente. Nella provincia di Prato operano in questo settore le ex Guardie Forestali, oggi Carabinieri del Comando Unità per la Tutela Forestale, la Polizia Municipale e quella Provinciale e le GAV (Guardie Volontarie per l’Ambiente). Si potrebbe pensare che i cittadini possano dormire sonni tranquilli: ma ecco come stanno effettivamente le cose. Per quel che concerne le ex Guardie Forestali, che oggi sono state accorpate ai Carabinieri, nel comando provinciale che ha sede proprio a Prato ce ne sono solo quindici; in più ci sono altri due elementi nella sede distaccata di Cantagallo. Bisogna dire che adesso questi Carabinieri non hanno più l’incombenza di dover tutelare sugli incendi boschivi, compito che è restato ai Vigili del Fuoco, ma continuano ad avere parecchi compiti da svolgere. Il loro impegno primario è nel controllo del patrimonio agro-forestale, oltre che del paesaggio. Inoltre devono effettuare il monitoraggio sulla filiera agroalimentare, per verificare che si svolga secondo le modalità previste dalla legge, e infine devono vigilare sulle cosiddette “ecomafie”. Si capisce facilmente come un organico di sole 17 persone sia di gran lunga insufficiente; la speranza è che, dopo il bando emanato nel mese di aprile 2017, alcune delle nuove assunzioni vengano destinate anche alla provincia di Prato. Ci si potrebbe consolare pensando però che i Carabinieri non sono soli: ci sono i corpi di Polizia municipale e provinciale. Il primo ha il compito di effettuare dei controlli periodici sulle aziende che hanno sede nella provincia, specie quelle straniere; inoltre deve verificare che i rifiuti non vengano abbandonati né in strada né in parchi o luoghi isolati. La Polizia provinciale invece ha l’incarico di vigilare affinché i bracconieri non esercitino la loro attività illecita nel territorio e che non ci siano episodi di sversamento di rifiuti nelle acque fluviali e lacustri. L’organico della Polizia provinciale, che ha rischiato di venire smantellata del tutto, è di sole nove persone. Ma veniamo infine alla vera nota dolente, ovvero i GAV. Le guardie volontarie, che per definizione sono tali e quindi non percepiscono alcun reddito a seguito del loro impegno, sono state un grandissimo aiuto per gli altri corpi preposti alla tutela ambientale, ma sono anche state sminuite in ogni modo possibile negli ultimi anni. Prima sono stati ritirati i mezzi che i volontari avevano a disposizione per effettuare i pattugliamenti, poi un decreto regionale li ha, di fatto, destituiti dal loro ruolo rifiutandosi di rinnovare la convenzione. Eppure il lavoro dei volontari era stato fondamentale: basti pensare che nel 2016 in 13 avevano effettuato ben 5 mila ore di servizio costando, di fatto, meno di 5 mila euro l’anno. Eppure da adesso in poi le già esigue forze dell’ordine dovranno continuare da sole nell’arduo compito di monitorare il territorio della provincia di Prato.

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