Interruttore, deviatore e invertitore: caratteristiche e differenze

Interruttore, deviatore e invertitore: caratteristiche e differenze

Casa

Anche se non si è esperti di elettricità, e anche se serve chiamare uno specialista per risolvere il problema di un di cambiare un interruttore allentato, traballante o difettoso, che può essere dannoso per la sicurezza in quanto potrebbe causare un cortocircuito, o fastidiose luci intermittenti o tremolanti, non è male cercare quantomeno di capire come funziona il proprio impianto, qual è la sua potenza e che differenza c’è tra interruttore, deviatore e invertitore.

 Cos’è e come funziona l’interruttore

Prima di andare a capire le diverse soluzioni che potrebbero risolvere il nostro problema, facciamo un passo indietro e andiamo a informarci meglio sulle caratteristiche di un interruttore. L’interruttore è quella componente del nostro impianto elettrico che serve a controllare il passaggio del flusso di elettricità nel singolo circuito, grazie a una leva meccanica che si aziona manualmente. Ma come arriva la corrente a ogni singola lampadina? Prima di tutto arriva in ambiente domestico attraverso un gestore di rete, che attivando il collegamento le permette di arrivare al contatore elettrico casalingo, su cui è posto l’interruttore generale. Da qui, poi, attraverso le varie emanazioni viene portata nelle singole stanze della casa, passando per l’interruttore, la cui funzione principale è quindi quella di attivare o interrompere il flusso di elettricità. Tutto questo avviene perché, all’interno dell’interruttore, passa un filo composto a sua volta da altri due o tre fili contenuti al suo interno: sono la fase, il neutro (entrambi in arrivo direttamente dal contatore) e la terra, solitamente riconoscibili per i diversi colori della guaina. La fase si riconosce perché di solito ha una guaina di colore marrone, nero o grigio. Per lavorare nella massima sicurezza però è sempre bene utilizzare un particolare utensile, denominato cercafase, che di fatto assomiglia ad un piccolo cacciavite sormontato da una lampadina, che si accende quando viene riconosciuto il cavo fase. Si tratta naturalmente di un’operazione che bisogna lasciar fare a mani esperte, perché la fase è il cavo più delicato da gestire, attraversato da un’onda dall’onda sinusoidale a 50 Hz e 220V. Il neutro è invece il cavo di ritorno ed è a potenziale zero, solitamente riconoscibile per il colore blu o celeste. Quando l’impianto è a riposo, con l’interruttore posto nella posizione Spento (Off), il cavo neutro non è attraversato da corrente. Se l’interruttore è invece acceso (On), il cavo neutro è attraversato dalla corrente di ritorno del circuito elettrico. È questo il cavo che porta la corrente al carico e viceversa: in questo caso di parla d’impianto semplice a sistema monofase. Infine c’è il cavo della messa a terra, facilmente identificabile perché di colore giallo o verde: è connesso con il salvavita e serve per scaricare a terra sovraccarichi o dispersioni che si verificano nell’impianto.

Interruttore, deviatore e invertitore: le differenze

Dunque, riassumendo, l’interruttore deve il nome alla sua funzione di interrompere letteralmente il cavo della fase tramite l’utilizzo di un pulsate, che attiva o disattiva il contatto interno attraverso una molla. Esistono però altre due soluzioni per gestire la corrente: uno è il deviatore, la cui funzione è quella di gestire i punti luce da due punti diversi del locale. Proprio per questa sua specificità, si capisce perché il deviatore debba essere sempre utilizzato insieme a un altro deviatore, così da poter controllare, accendendo o spegnendo, la luce da diverse postazioni. La differenza basica con l’interruttore è facilmente intuibile: il deviatore si usa tutte le volte che abbiamo la necessità di accendere la luce da due punti distanti nello spazio. Anche se esternamente possono risultare simili, la differenza è interna: il deviatore, infatti, nella sua parte posteriore ha tre morsetti, uno in più dell’interruttore. Da una parte c’è il cavo di fase che viene inserito nel morsetto contraddistinto dalla Lettera -L e appunto ‘deviato’, esteso fino all’altro deviatore elettrico da utilizzare in coppia. Allo stesso modo un altro cavo parte dal secondo morsetto del primo deviatore e si collega al secondo morsetto del secondo deviatore. Infine c’è l’ultimo morsetto del secondo deviatore, che deve essere connesso con l’ultimo morsetto del primo deviatore. A questo punto dal morsetto centrale del secondo deviatore viene fatto uscire un altro filo (di solito contraddistinto con un colore diverso), che porta la fase al carico. La seconda struttura da prendere in considerazione è l’invertitore, una tipologia d’interruttore più complessa che si utilizza quando si vuole gestire una luce da tre punti dislocati in posizione differente a livello spaziale; per gestire gestire tre punti di controllo luce per la stessa lampada avremo dunque bisogno di due deviatori e un invertitore.

Quando è necessario accendere la luce da tre o più punti?

Per i non addetti ai lavori, poco esperti di elettricità, le differenze tra interruttore, deviatore e invertitore riguardano soprattutto lo schema delle luci da gestire, la grandezza delle stanze, la praticità nel controllo dell’impianto: nelle case, infatti, esistono locali e stanze dove ci fermiamo più spesso che in altre, e zone invece di passaggio in cui è molto utile poter gestire le stesse luci da più punti, in modo da non dover tornare ogni volta indietro. Valutando al meglio le necessità di ogni singolo locale, e soprattutto i percorsi e gli snodi di passaggio in casa, possiamo dunque andare a definire con precisione di quale tipo d’interruttore abbiamo bisogno. Per dare un’idea più pratica, quando si vanno a controllare le stesse luci da tre o più punti avremo bisogno di due deviatori e di un numero d’invertitori pari ai punti da cui vogliamo gestire la lampada. Se abbiamo invece quattro punti diversi con interruttori, il nostro schema sarà costituito dagli stessi due deviatori e da due invertitori, chiamati per necessità d’individuazione Deviatore A e Deviatore B. Tra i due viene installato un invertitore, di modo che il primo deviatore serva a dirottare il cavo della fase su uno dei due rami del circuito. Qualunque sia la vostra esigenza casalinga, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un professionista serio e affidabile, che sappia consigliare la soluzione migliore per il vostro tipo di abitazione.